giovedì 23 marzo 2017

Non ci saremmo mai aspettati una sorta di Inquisizione svedese

Nayana Gulstad e Claes Mård 

Quella che segue è una vicenda assurda, che pochi anni fa avremmo ritenuto impossibile potesse accadere in Europa. Eppure, ancora una volta si parla della Svezia, di questo straordinario laboratorio a cielo aperto di ingegneria sociale sempre più strisciante verso il totalitarismo. Quella forma particolarmente subdola che si esprime nel "politicamente corretto".
Ce la racconta oggi sul suo blog "The Truth Barrier" Celia Farber, giornalista svedese-americana della quale parlo anche nel mio ultimo articolo per "Puntozero" prossimamente in edicola. 

Riassumo brevemente la storia, che avrebbe sicuramente entusiasmato Franz Kafka, e quindi vi propongo la traduzione in italiano dell'articolo, perché offre una visione straordinariamente vivida della catastrofe socialdemocratica attraverso gli occhi e il racconto dei suoi diretti protagonisti.

Una coppia di cantanti, Claes Mård e Nayana Gulstad, il 3 marzo di quest'anno si è trovata per caso a filmare con uno smartphone dei disordini scoppiati tra gang rivali di immigrati e la polizia nelle strade della città svedese di Hallsberg. I facinorosi stavano lanciando pietre, brandendo spranghe e attaccando auto della polizia. Il figlio diciassettenne di Mård era barricato all'interno del suo liceo insieme ad altri studenti, e i due musicisti hanno continuato a girare in macchina attorno alla zona in attesa di poter recuperare il ragazzo. Nel mentre, hanno messo in diretta streaming il filmato su un social per avvertire le persone della zona della situazione di pericolo. Questo gesto, ormai divenuto conquetudine nell'era della tecnologia portatile, da allora ha tuttavia completamente cambiato le loro vite. 
Subito dopo la pubblicazione del video sono stati contattati dai loro capi (lavorano per una specie di ARCI locale) ed è stato detto loro che potevano attendersi per esso il licenziamento. I loro strumenti ed attrezzature sono stati sequestrati ed è stato chiesto loro di scrivere una lettera di autocritica, nella quale avrebbero dovuto scusarsi per il fatto di aver girato il filmato e di avere usato nello stesso parole negative. 
La cosa ancora più scioccante è stata la richiesta delle autorità di attribuire il loro gesto ad una loro presunta "infermità mentale", per il fatto che uno di loro, Mård, ha l'ADHD e una lieve forma di autismo e l'altra, Gulstad, soffre di Sindrome di Asperger. [Nota della psicologa tradizionalista. Si tratta di malattie postmoderne inventate dai cuochi dell'infame DSM-V, molto spesso utilizzate come etichette per persone scomode].

Le autorità svedesi hanno quindi chiesto ai due cantanti di mettere per iscritto che i loro handicap mentali li avevano indotti a farsi manipolare dai media "di estrema destra" e che nel momento in cui avevano commesso il "crimine" non erano in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Cosa che hanno rifiutato di fare. 
Celia Farber li ha intervistati per telefono dagli Stati Uniti il 21 marzo. Oggi, 22, era in agenda un secondo colloquio, durante il quale ssarebbe stato loro chiesto nuovamente di mettere per iscritto la loro autocritica e sarebbe stato discusso il loro licenziamento. 
Ecco il video incriminato dove si vede ben poco, per la verità. Quasi nulla. Solo persone che fuggono inseguite dalla polizia. La cosa interessante è cosa è stato costruito, dopo, sul nulla, dal politicamente corretto. UPDATE: Celia mi ha informato che sono stati aggiunti i sottotitoli in inglese.






Ecco la traduzione (editata) dell'intervista di Celia Farber a Claes e Nayana.

(CM sta per Claes Mård, NG sta per Nayana Gulstad, e CF per Celia Farber.)

Celia Farber: Parlatemi di voi.

Nayana Gulstad: Lavoriamo per un'associazione culturale statale chiamata ABF per la quale ci esibiamo ogni settimana come “Sound of Scandinavia”nelle case di riposo per anziani e malati di Örebro, suonando per loro ogni tipo di musica. [Nota: Per pura coincidenza,Örebro è la città dove Celia è cresciuta e dove lavora il poliziotto Peter Springare, che nei giorni scorsi ha denunciato, sempre su Facebook, le censure delle autorità svedesi riguardo ai crimini commessi dall'immigrati.]

CF: Che cosa è esattamente l'ABF?

NG: ABF significa Associazione Educativa dei Lavoratori ... il che comprende anche l'informare le persone di quali sono i loro diritti sindacali.

CF: È un'associazione socialdemocratica?

NG: Secondo alcuni dei suoi capi, si, non si può appartenervi senza essere iscritti al partito socialdemocratico, mentre per il suo massimo dirigente si tratta di un ente politicamente neutrale.

CF: Quando sono iniziati i vostri problemi?

NG: Quindici giorni fa, il 3 marzo, c'è capitato di registrare un evento in cui dei criminali hanno lanciato pietre e causato tumulti presso la scuola superiore locale di Hallsberg. Io filmavo mentre Claes guidava. Stavamo parlando durante le riprese e, sai com'è, ci sarà scappata una parola un po' forte. Ma non volevamo offendere nessuno, nessuno di origine straniera. Non volevamo farlo. [Seconda nota della psicologa tradizionalista. Tant'è, non possono fare a meno comunque di scusarsi, di sentirsi in colpa per ciò che hanno pensato.]

CM: Ho vissuto nella Repubblica Dominicana per quasi 20 anni. Ho un bambino della Repubblica Dominicana e mia moglie è araba. Anch'io sono stato considerato "terrone". Però questa parola non si può usare in Svezia, pubblicamente. Non si può dire “straniero” in Svezia: si può solo dire “immigrato”.

CF: Non mi direte che non si può fare per legge!

NG: Non vi è una legge, ma si suppone di essere abbastanza civili da non dirlo. Per esempio non si dice più "Negro Ball" ma "palla di cioccolato”. [Questo è un riferimento ad un celebre prodotto svedese degli anni '60 dal nome disastroso che fu poi cambiato negli anni '90.]

CF: Possiamo parlare dell'evento che avete ripreso? Siete in grado di discuterne?

NG: Certamente. Abbiamo girato il filmato e lo abbiamo postato su FaceTime in diretta, e così la gente ha reagito con molta forza. In Svezia il problema non sono tanto gli immigrati, ma i problemi di integrazione. E' facile colpevolizzzare gli immigrati, ma non è colpa loro. E' dei politici che non si assumono le proprie responsabilità.
Ciò che abbiamo ripreso era qualcosa che normalmente si vede solo nei film. O che accade in città come Stoccolma, Goteborg, Malmo. Era totalmente surreale che accadesse nella nostra cittadina, ad Hallsberg.
Gettavano sassi contro la polizia e hanno anche colpito un'auto di pattuglia, prima che gli agenti riuscissero ad averne ragione. Mio figlio era bloccato a scuola perché avevano chiuso le porte. Giravamo attorno nel quartiere in attesa di poterlo portare via.

CF: Quante persone hanno visto il vostro filmato?

NG: Circa mezzo milione. E' stato pubblicato anche sulla pagina Facebook di Peter Springare e su altri social media.

CF: Vi era stato chiesto di raggiungere la scuola?

NG: No, vi siamo capitati per caso.

CF: Come lo sapevate che vi erano dei problemi?

NG: Abbiamo semplicemente visto cosa stava accadendo passando di lì.

CF: Quanti anni ha tuo figlio?

CM: 17.

CF: Eri preoccupato per la sua sicurezza?

CM: Sono abituato alle rivolte fin dagli anni in cui abbiamo vissuto a Santo Domingo, dove vi erano spesso disordini. Temevo che potesse accadere qualcosa ... Tipo una sparatoria nella scuola o qualcosa del genere ...

CF: Che cosa è successo dopo la pubblicazione del video?

NG: La gente ha avuto una reazione molto forte. Poi ABF ci ha chiamati e ha detto che il video avrebbe potuto costarci il posto di lavoro.

CF: Ve lo hanno detto per telefono?

NG: Sì, ci hanno informati che dei politici avevano contattato ABF chiedendo loro come fosse possibile che lavorassimo per l'associazione.

CM: Il 99% di coloro che, tra la gente comune, ci hanno contattato però stava dalla nostra parte. Anche questo è stato come uno shock, l'inizio di un cambiamento ... Ora la gente sta finalmente provando a dire la verità su ciò che sta accadendo qui. Gli occhi sono stati tenuti chiusi per troppo tempo. Noi che abbiamo utilizzato i nostri nomi apertamente siamo stati però anche minacciati e la mia auto è stata vandalizzata, completamente distrutta.
NG: Quelli di ABF ci hanno detto che avremmo dovuto scrivere una lettera contenente la nostra autodenuncia. Ci è stato detto che avremmo dovuto chiedere scusa per questo cattivo comportamento, che non era la prima volta che ci capitava, che siamo disabili mentali e per questo non capiamo le cose molto bene, e che eravamo stati ingannati dai media. Ci è stato chiesto anche di dichiarare pubblicamente le nostre idee politiche.

CF: Che cosa intendi dire, con "disabili mentali"?

NG: Io ho la Sindrome di Asperger e Claes ha l'ADHD e soffre di una leggera forma di autismo. Non avevamo mai avuto lamentele circa il nostro lavoro. Tutti dicono che siamo i migliori. E' solo la politica che pensa che questo film è così ... a loro non è piaciuto il film.

CF: Quanto tempo è intercorso tra il momento in cui hai girato il video e quella telefonata?

NG: Circa due ore.
CM: La notizia si era diffusa rapidamente in tutta la Svezia.

CF: Ma è scioccante. Sembra una cosa da DDR!

NG: Domani abbiamo il secondo incontro.

CF: Spero che lo registrerete. Insistete sul poter registrare l'incontro. Sul serio.

NG: Ci hanno già ci ha detto cosa scrivere nella lettera e domani la pretenderanno, punto.

CF: Ma siete persone libere in una democrazia!

NG: Non lo siamo, in Svezia, non proprio.
CM: Non in Svezia. Ti posso dire questo: ho vissuto 20 anni nella Repubblica Dominicana, a Miami, in Colombia, ho lavorato professionalmente nel mondo della musica e così ha fatto Nayana. Non siamo degli idioti. Siamo laureati, qualificati, ma ci vogliono far uscire allo scoperto e dire che siamo portatori di handicap mentali e per questo siamo stati cattivi e abbiamo girato quel video...

CF: Questo è molto scioccante per me, come americana. Voglio dire il fatto che abbiano il coraggio di dire che siete disabili mentali ...

NG: Ho l'Asperger ma non me ne vergogno. Ci siamo sentiti molto umiliati. Sai cos'hanno fatto la settimana scorsa? Avevamo tenuto dei concerti extra per raccogliere fondi per la nostra attrezzatura musicale. Ebbene, sono venuti a requisirla in modo che non potessimo lavorare. 

CF: Così hanno rubato i vostri strumenti.

NG: Sì.

CF: Avete un avvocato?

NG: Per essere onesti, non possiamo permettercelo in questo momento.

CF: Avete bisogno di un avvocato. Hanno confiscato la vostra attrezzatura e stanno cercando di impedire il vostro sostentamento. Ne parlo per esperienza. Non lasciate che questo accada. Questa è una versione moderna della tirannia comunista.

CM: Questo è esattamente quello che è. Non vorrei esagerare, ma credo che stiamo arrivando al punto in cui alcuni svedesi dovranno lasciare questo paese. Allo stesso modo in cui gli svedesi emigrarono negli Stati Uniti per sfuggire dalle persecuzioni della Chiesa.
NG: Ora sono i politici a perseguitarci. E noi siamo lavoratori della cultura, non siamo tenuti a essere tranquilli e buoni. Siamo tenuti a criticare la società. Siamo tenuti a essere un ponte tra le persone comuni e coloro che prendono le decisioni. Se i lavoratori della cultura non possono più esprimersi qui ... poi cosa succederà?

CF: Il "Nerikes Allehanda" [giornale regionale] ha scritto sulla vostra vicenda?

NG: L'unica cosa che ha scritto è stata sull'atteggiamento avuto dalla Chiesa contro di noi, al fatto che i fedeli non avrebbero dovuto rivolgerci la parola in chiesa. Mi sono sentito una strega da bruciare e io credo in Dio.Voglio dire, però, che invece la nostra polizia locale, in occasione dei disordini che abbiamo documentato, ha fatto un lavoro fantastico. Hanno chiuso le scuole, hanno protetto i ragazzi.

CF: Questo scoppio di violenza ha a che fare con lo spaccio di droga e le lotte tra bande rivali?

NG: Sì. Narcotici, armi, faide tra diverse fazioni.

CF: Perchè secondo voi è così importante per lo stato e i media svedesi nascondere reprimere questa storia? Che cosa c'è sotto?

CM: Penso che abbia a che fare con la nostra industria principale in Svezia, che è quella delle armi che vendiamo agli altri paesi. Ed inoltre al fatto che quando arrivano profughi ci guadagnamo. Non noi svedesi comuni, s'intende, ma i nostri politici.

CF: Come fanno a guadagnare denaro sui migranti, se questa è la parola giusta? O piuttosto immigrati.Come fa la Svezia a guadagnare tanto su di loro?

CM: La Svezia ottiene i soldi dalla UE e dagli altri paesi per accogliere i rifugiati. Io lo chiamo un commercio di esseri umani. Si guadagnano soldi, ma in un modo molto miope.

CF: La UE vuole che i rifugiati vadano in Svezia. Ma perché proprio in Svezia?

NG: Per la verità, queste persone hanno davvero bisogno di aiuto, come quando scoppiò la guerra in Siria... Ci sono così tante persone in difficoltà che vogliono venire in Svezia. Siamo un buon paese. Ma siamo anche un esperimento sociale, dal 1970. Vogliamo essere in grado di dire che siamo meglio degli altri, che abbiamo un'alta moralità e che aiutiamo le persone. Ma noi non abbiamo proprio la possibilità di farlo, davvero.

CF: Torniamo all'incidente a cui avete assistito. Ditemi di più su quello che è successo.

NG: Questi giovani armati hanno gettato pietre contro la polizia, c'è stato un vero e proprio momento di panico, di caos.

CF: Nayana, quando dici armati che cosa intendi dire?

NG: Avevano delle spranghe. Ma non abbiamo ripreso il volto di nessuno. Siamo stati attenti a non filmare i loro volti. [La loro impressione era che si trattasse di bande rivali di immigrati dall'Etiopia.]

CF: Qual è stata la cosa peggiore che hai detto? Questa parola,“Blatte" [NDR. Meridionale nel senso di terrone. O marocchino nell'eccezione che il termine ha in Emilia Romagna, ovvero individuo proveniente da qualunque luogo al di sotto di Ancona]. Quella parola che non si dovrebbe dire ...

NG: In Svezia si dice “fy fy fy,” (vergogna, vergogna, vergogna) a quelle parole. Se sei un buon svedese non si devono utilizzare parole come queste.
CM: Ma non è una parola così terribile, dai.
NG: E 'una parola che non si dice. Non pubblicamente. Si può dire in casa, nella propria cucina, ma non in pubblico.

CF: Non vi hanno chiesto di rimuovere il video?

NG: E 'stato cliccato così tante volte che era troppo tardi.
Abbiamo dei media orribili qui in Svezia. Esigono che ogni persona la pensi in un certo modo e nello stesso modo ... Sono orribili. Semplicemente orribili.
I media qui ad esempio stanno ora attaccando sistematicamente Trump. Costantemente. Non lo so. I media svedesi sono come la Chiesa del 1600.

CF: Affascinante. E ho notato, quando ho vissuto lì tempo fa, che in pratica non avete media alternativi, eccetto "News Voice" e pochi altri. Vorrei suggerirvi di leggere Torbjorn Sassersson di News Voice, se non lo fate già.
OK. Così, di questo incontro con i dirigenti, hai scritto una lettera, parlamene.

NG: Ho scritto una lettera di autodifesa ma non l'hanno accettata. Dicevo che mi scusavo di aver parlato in modo dispregiativo: che noi non crediamo che i problemi che abbiamo qui in Svezia siano da attribuire agli immigrati ma che si tratti di un problema di integrazione, di un problema politico. Ho spiegato che siamo progressisti. Che crediamo nella democrazia, nell'uguaglianza ... ma che si deve parlarne quando qualcosa non va.

CF: Potrei avere una copia di questa lettera?

NG: Sì, certo, te la manderò.

CF: Grazie. Perché non l'hanno accettata?

NG: Vogliono che siamo più precisi nell' auto-definirci "progressisti"; che cosa significa. Credo nella libertà, credo che ognuno dovrebbe essere libero di essere ciò che è, ma per loro non è abbastanza. E poi, come ho già detto, vogliono farci invocare l'infermitò mentale, ammettere che non abbiamo capito quello che stavamo facendo, e che siamo stati strumentalizzati dai media di estrema destra a scopi politici. Sai, abbiamo le elezioni, presto, in Svezia.
Io sono un liberale. Con questo voglio dire che credo nell'esporre i fatti e la verità delle cose.

CF: Claes, anche tu hai dovuto scrivere l'autodafè oppure la lettera era per tutti e due? 

NG: Si, l'ho scritta per tutti e due.
CM: Il mio punto di vista è che abbiamo girato alcuni video, perché c'è capitato di essere lì nel momento in cui quegli eventi stavano accadendo. Non abbiamo abusato della nostra posizione e in realtà non abbiamo nulla di cui scusarci, in effetti. A parte il mio uso di quella parola riferita agli immigrati.
NG: In Svezia non ti è permesso di chiamarli in altro modo che “immigrati”.

CF: Si può dire “immigrati” ma non “stranieri”. Il mio orecchio svedese-americano, non sente una gran differenza, ma OK ... Hai scritto una seconda lettera quando hanno respinto la prima?

NG: No, abbiamo questo secondo incontro domani. Stanno formulando una lettera che dovremo firmare senza necessariamente averla approvata.

CF: Il fatto è accaduto il 3 marzo? Quando vi hanno requisito l'attrezzatura?

NG: Lo scorso Giovedi, alle 9 del mattino. Hanno preso tutti i nostri strumenti.

CF: Incredibile. Avete paura di non poter più essere in grado di sostenere voi stessi?

CM: Si. Domani siamo a rischio di venire licenziati.

CF: Per favore, registrate l'incontro.

NG: Ho intenzione di sfruttare il fatto che, come hanno detto, abbiamo un handicap mentale, e quindi abbiamo bisogno di riascoltare ciò che abbiamo detto.

CF: Questo è importante. In caso contrario, potranno fare ciò che vogliono, potranno rovinare la vostra reputazione, togliervi i mezzi di sussistenza. Si potrebbe anche registrarli mentre dicono che non è possibile registrare. In tal caso, si trattrerebbe di una società definitivamente fascista.

CM: Questo è vero. Ho vissuto in Sud America. In paesi sotto un regime fascista. Questo è peggio.

CF: In che modo è peggio? Sono d'accordo.

CM: Quando vivevo nella Repubblica Dominicana, per esempio, non sono mai stato controllato dalle autorità. Le mie opinioni ... nessuno stava controllando questo genere di cose. Qui vogliono sapere tutto!

CF: Ciò che ho notato, quando sono stata in Svezia recentemente, è che la gente è davvero cambiata. Nessuno può parlare, nessuno vuole discutere, è molto strano. I miei amici mi hanno attaccato su FB come una criminale per aver portato alla luce queste cose. Io sono americana. Dopo tutto posso sempre andarmene. Ma per gli svedesi dev'essere terribile sentirsi traditi in questo modo: sapere che i sentimenti degli Svedesi non significano nulla, e quelli degli immigrati significano tutto.

NG: Siamo un esperimento sociale. Dobbiamo essere allevati, plasmati, progettati. E' così per la nostra istruzione e per i media.
CM: Non abbiamo bisogno di carceri e cose del genere, perché qui si possono controllare le persone in ogni caso. Possono licenziarmi domani. Essi possono eliminare gli assegni sociali o altro. L'intera società è costruita su questo sistema che fa sì che quei cittadini che non fanno ciò che i politici vogliono, saranno in qualche modo puniti.

CF: Qual è stata la reazione dei vostri amici?

NG: Molti pensano che abbiamo fatto una buona cosa, ma non avrebbero mai osato farlo loro stessi. Pensano che siamo coraggiosi. Ci chiamano informatori, come Peter Springare, ma siamo davvero solo semplici lavoratori della cultura, che vanno in giro cercando di suonare della buona musica per i nostri anziani. Non stiamo cercando di fare politica.

CF: Preparatevi al fatto che la vostra storia possa diventare conosciuta a livello internazionale. La Svezia non si rende conto di quanto la danneggi questa cattiva pubblicità. Nella comunità internazionale le persone sono sgomente e si chiedono: “Ma che sta succedendo lassù??”
Le autorità sprecano un sacco di tempo e risorse per dare la caccia agli svedesi che pronunciano le parole sbagliate quando avrebbero gravi problemi da affrontare. E' come una psicosi.

NG: Penso sia proprio così. Siamo vicini alle elezioni e i politici svedesi sono preoccupati perché l'SD [il partito di “estrema destra” che spinge per la riforma dell'immigrazione] è attualmente al 20% e si sta alleando con il partito moderato. Il prossimo anno non sappiamo come sarà la Svezia.

CF: Qual è la verità sulle donne, sulle ragazze, sulle molestie sessuali e gli stupri ...? Quanto è grave il fenomeno?

NG: Abbiamo sempre avuto bagni pubblici in Svezia. Ora vogliono separare le donne dagli uomini, per impedire a questi uomini di molestare sessualmente le donne.
CM: Quello che hanno fatto qui in Svezia è che hanno ceduto a questi gruppi estremisti che vogliono cambiare la società.
NG: La cosa peggiore è che per 100 anni le donne hanno lottato per la parità dei diritti. Stesso stipendio, stesse opportunità. Ora è tutto spazzato via, non è più una cosa importante.

CF: Nessuno si preoccupa dei diritti delle donne?

NG: Quando un uomo svedese commette un crimine sessuale contro una donna i giornali scrivono: “uno svedese” ha fatto questo o quello. Quando si tratta di un immigrato dicono semplicemente “un uomo ...”
CM: Le statistiche sui casi di violenza sono saliti alle stelle. Le donne non osano uscire da sole.
NG: Non si può più nemmeno mandare tranquillamente le nostre ragazze ai concerti, perché vengono molestate e rischiano di essere violentate. Gruppi di ragazzi agiscono in massa e molestano e stuprano le ragazze.
NG: Le azioni delle autorità in tema di immigrazione non sono coordinate. Non hanno una politica di integrazione. La Svezia ha bisogno di famiglie con bambini. Non capisco perché dobbiamo ricevere tutti questi uomini. Dovremmo andare alle zone di guerra come abbiamo fatto nella Seconda Guerra Mondiale con i “bus rosa” della Croce Rossa e raccogliere donne e bambini. Perché tutti questi uomini? Durante la guerra il re è andato a raccogliere i bambini ebrei, perché non possono andare in Siria e raccogliere questi poveri bambini, e le loro madri? Perché non possono farlo?

CF: Ci manca un pezzo. Qualcosa che noi non sappiamo. Hanno in mente qualcosa, i globalisti.
Ultima domanda, per ora: Mi chiedevo, come ci si sente dentro, dopo questo attacco? 

CM: Sono devastato. Questo paese è andato indietro. Sono profondamente preoccupato per il futuro qui. Dobbiamo avere la libertà di dire ciò che pensiamo. Non è necessario essere d'accordo con tutti. Ma dobbiamo consentire ad ogni persona il diritto di esprimersi.

CF: La Svezia non è quasi più una democrazia. E' come un sistema totalitario morbido.

CM: Domani potrei restare senza lavoro perché ho girato il video di una rivolta. Non ho espresso una posizione politica, mi è capitato di essere lì quando questa rivolta è accaduta.

CF: E' un classico del totalitarismo. Punire tutti i testimoni.

CM: Il mio pensiero è questo: se perdo il lavoro domani a causa di questo, voglio che il mondo intero lo sappia.
NG: Posso essere coraggiosa, ma sono anche preoccupata. Questo non significa però che mi fermerò. Possono uccidermi, se vogliono. Credo che la voce di ogni persona dovrebbe essere ascoltata.

***

 Poco fa Celia ha twittato questo:





"Sono stati licenziati". "Decapitati", secondo le loro parole. E non potranno riavere la loro attrezzatura.


Due pericolosi sovversivi


Traduzione di Barbara Tampieri


51 commenti:

  1. Clouseau01:23

    come già scritto altrove, finirà in guerra... e non ci sarà pietà ne per i criminali d'importazione ne per quelli locali che hanno fatto si che si creasse questo abominio

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  2. Io farei causa a ABF.

    Il "disabile mentale" è chiaramente un offesa. In US sarebbero guai grossi per un impresa che da del "disabile mentale" ai suoi impiegati, le multe possono arrivare fino a diversi decine di millioni di $.

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  3. La cosa ancora più grave è che la tv svedese censura tutti i disordini provocati dagli immigrati, ecco come censura!!

    Swedish Mainstream Media Is "Hiding The Full Picture": Trump Is Right About Immigrants

    http://www.zerohedge.com/news/2017-02-21/swedish-mainstream-media-hiding-full-picture-trump-right-about-immigrants

    Saluti.

    Fabrice

    1PS chissà chi sono i detentori principali dei media mainstrema in Svezia, ah saperlo...!!

    2PS un indizio: ovviamente non sono come la stragrande maggioranza dei svedesi...!!

    3PS primo e ultimo post, mi era scappato l'embolo!!

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  4. Fabio AZ473707:47

    Orribile storia...profuma di stasi, di esperimenti pavloviani, di orwelliane nefandezze. Mala tempora currunt...

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  5. Nel frattempo, a Londra...

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  6. Quelli che mi preme e' evitare la stessa deriva qui da noi (la Svezia ormai e' irrecuperabile). Le premesse ci sono tutte.

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    1. Esatto, ma sono pessimista, meglio prepararsi.

      La piccola percentuale di italiani consapevoli costringe a soluzioni individuali.

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  7. Mi vengono in mente i racconti di mia nonna sul periodo fascista, quando non ti facevano lavorare se non eri iscritto al partito, oppure ti facevano chiudere il negozio, oppure ti "purgavano" con l'olio di ricino........

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    1. Guarda, mio nonno fervente repubblicano e che mai avrebbe preso la tessera, ha sempre lavorato lo stesso anche durante il fascismo.

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    2. Anonimo15:58

      Confermo. Anche il mio bisnonno, socialista convinto, non fece mai la tessera del PNF. Dovette rifiutare un posto da capo squadra alla FIAT, ma il lavoro, nella comunità di cui faceva parte e dove era stimato, non gli mancò.
      Fartzilla

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    3. La Storia scritta da "mio cugino dice che"...

      Madame Lameduck, Lei spesso scrive che bisogna separare fatti e opinioni personali. Vero. Ma allora facciamolo. Altrimenti?
      Altrimenti mio cugino, che viveva vicino a Mathausen, dice che non si è mai accorto di nulla....

      E poi diventa abbastanza surreale leggere frasi tipo questa:

      "questo straordinario laboratorio a cielo aperto di ingegneria sociale sempre più strisciante verso il totalitarismo"

      Il Regime Fascista è stato il primo totalitarismo applicato ad una nazione. Sia l'idea che la stessa parola sono le abbiamo inventate noi italiani.
      Eppure, se leggo che in fondo secondo Lei non era così male, perchè mai la spaventa il totalitarismo soft degli svedesi... se tanto poi vivere in un totalitarismo non è così male?

      Quanto ai fatti, sui quali dovrebbero basarsi le opinioni, nella Relazione presentata da Achille Starace nel 1939 risultano tesserati circa 22 milioni di italiani su 47. Come giustamente fa notare Emilio Gentile (pag. 204) "Le cifre erano stupefacenti."
      E' evidente che su questi numeri il caso singolo non conta nulla dato che qualche lavoro era comunque disponibile al di fuori di questo circuito.
      Non solo ma negli anni del Regime, la sigla PNF gli italiani l'avevano mutuata in PNF = Per Necessità Familiari: non si prendeva la tessera per essere "fascisti" ma, apppunto, per necessità.
      Va da sé che le prospettive di istruzione, carriera, lavoro o anche solo mettere insieme una famiglia erano molto scarse senza la tessera.
      Le conseguenze negative di questo modello riempiono dei libri ma che oggi ci siano ancora persone che questo modello non lo vedono così male perché "mio bisnonno continuò a lavorare" lo trovo sorprendente e preoccupante.

      Chinacat

      Emilio Gentile La via italiana al totalitarismo
      R.J. Bosworth L'Italia di Mussolini
      James Gregor Mussolini's intellectuals

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    4. Io ho solo riportato un dato empirico. E cioè che la premessa "se non avevi la tessera non lavoravi" nel caso di mio nonno (e di altre persone che conosco) era falsa. E anche in quello di mio mio padre, che fu ammesso ad un concorso artistico e vi vinse uno dei primi premi contro tutte le previsioni, perché era un concorso "fascista" e lui non era iscritto al PNF. Detto questo, significa ciò forse che il fascismo fu cosa buona e giusta? Ovviamente no. Ritengo tuttavia che non possa essere paragonato al livello di oppressione psicologica che era propria del nazismo e del comunismo genocidario alla Pol Pot.

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    5. Il primo regime totalitario è stato quello sovietico. Fu così totalitario che ancora c'è chi lo nega o lo ignora. Eppure Orwell l'ha descritto molto chiaramente in 1984! Oltretutto l'aspetto apparentemente progressista e sostanzialmente strisciante e mistificatore del totalitarismo in fieri in Svezia ha molto più in comune con il totalitarismo sovietico che con il nazifascismo.

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    6. @ cacciaramarri

      Tra un ramarro e l'altro, vedi di cacciare un buon libro di storia.

      Chinacat

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    7. La premessa "se non avevi la tessera non lavoravi" non è falsa ma inesatta in quanto dipendeva dal tipo di lavoro. Per accedere a certe carriere la tessera del PNF era una delle conditio sine qua non, di certo la più importante.
      Non tutti l'avevano ma non per questo il regime era meno totalitario di quello tedesco: il padre di Joachim Fest (uno dei maggiori storici del nazismo) non ebbe mai la tessera del NSDAP eppure riuscì a tirare avanti lo stesso nella Germania di Hitler (vedi l'autobiografia di Fest, Ich Nicht) e senza finire a Dachau.

      Quanto all'oppressione psicologica (che non so come e se sia misurabile) se vado a leggere le testimonianze di chi ci è passato, non mi sembra che ci vedessero poi così tante differenze. E' uno dei tratti del totalitarismo ma non l'unico e non il più importante.
      All'epoca, in Gertmania, tutti sapevano quali vantaggi comportasse avere il distintivo del partito (i "fagiani dorati"), così come in Italia tutti sapevano quali vantaggi comportasse avere il distintivo del PNF.

      "La struttura capillare è stata sviluppata fino al limite estremo: ciò non vuol dire soltanto che è stato portato ad un elevato grado di efficienza un meccanismo organizzativo ma vuol dire soprattutto che l'opera di coesione e di educazione, compiuta dal partito, è stata spinta fino all'unità minima, alla quale potesse rivolgersi: IL SINGOLO"

      (Sembra Goebbels ma in realtà è Achille Starace)

      Chinacat

      Elimina
    8. cacciaramarri19:19

      Qualcosa tipo Russell, Teoria e pratica del bolscevismo ? Oppure uno storico russo socialista e contemporaneo alla “rivoluzione” tipo Mel’gunov, Terrore Rosso in Russia ? O varie testimonianze oculari tipo H.G Wells e Pethybridge?
      Oltre tutto sei un gran maleducato.

      Elimina
    9. "Oppure uno storico russo socialista e contemporaneo alla “rivoluzione” tipo Mel’gunov, Terrore Rosso in Russia ?"

      Manca solo la corazzata Potemkin di fantozziana memoria e poi hai fatto filotto. Il concetto di totalitarismo è stato elaborato in Italia, non nella steppa dei calmucchi (Giovanni Gentile, i.e.) Ed è stato applicato in Italia dopo il 1922, quando ancora Bianchi e Rossi si pestavano.

      "Oltre tutto sei un gran maleducato."

      Si chiama SARCASMO, patacca.

      Chinacat

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  8. Nemmeno nella Cina di Mao, dove si doveva quotidianamente fare confessione pubblica delle proprie colpe. La cosa surreale dell'intervista è che questi poverini insistono nel credere che quei valori che gli sono stati imposti con tale violenza politica, siano veri valori, che continuino a crederci, a questa benedetta (maledetta) integrazione. Il loro cervello ormai è stato talmente condizionato che non riescono a pensarla altrimenti. Come i comunisti che insistevano che l'ideologia comunista è perfetta, pura, santa, ma che sono stati gli errori politici a renderla un inferno....
    Una tristezza infinita e pena smisurata per questi due poveretti.

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  9. Anonimo07:45

    sono semplicemente due poveri diavoli che cercano di guadagnarsi la pagnotta un po' liberali e scriteriatamente controcorrente. La società svedese, ma anche quella italiana di molte aree di provincia anche al nord funzionano esattamente così. se appena si mostra autonomia intellettuale la società perbene (la stessa che specula sulle posizioni di privilegio individuali e di gruppo) tende a circoscrivere e ad isolare i singoli che intendono far aprire gli occhi agli altri. non è tanto il pensarla diversamente ma il divulgare il proprio pensiero non allineato che scatena reazioni simili.Dino

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  10. Sicuramente son stato semplicista nel mio intrvento, e me ne scuso.
    La memoria di cui sono depositario riguarda il fratello del mio bisnonno, cui furono fatti problemi (dall'ente per cui lavorava) in quanto non iscritto. Alla fine, dopo che il mio bisnonno stesso andò formalmente a protestare, ricordando anche che il fratello era stato un combattente della grande guerra (ferito in combattimento), fu confermato nel posto di lavoro.
    Però sicuramente questo fu (sempre che ricordi bene) un tentativo di usare la 'mancata iscrizione' come ragione di allontanamento. Non posso dire, ovviamente, quanto questa pratica fosse diffusa.

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    1. "ricordando anche che il fratello era stato un combattente della grande guerra (ferito in combattimento)"

      Ah beh, se avevi combattuto nella Grande Guerra cambiava tutto :)
      E non è una battuta: vado a memoria ma se non ricordo male furono presi svariati provvedimenti legislativi (dopo il 1922) volti ad aiutare i familiari dei combattenti della Grande Guerra.

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  11. Trovo ridicolo e pure tragico che la coppia per difendersi arrivi a dire:
    Dicevo che mi scusavo di aver parlato in modo dispregiativo: che noi non crediamo che i problemi che abbiamo qui in Svezia siano da attribuire agli immigrati ma che si tratti di un problema di integrazione, di un problema politico.

    In sostanza non sono gli immigrati che non riescono o non vogliono integrarsi ma siamo noi che non diamo loro abbastanza. Cosa dobbiamo dare ancora? Le nostre terre? La nostra vita?

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  12. Scusate se mi inserisco. Allora moltissimi non iscritti al fascismo sono stati licenziati da enti statali o parastatali. Un classico, le ferrovie. Ministeri, Università e licei sono stati ripuliti. Mio nonno che era ascensorista in una ditta di proprietà statunitense ha avuto qualche pressione (non solo lui ovviamente) ma non si è iscritto e non è stato licenziato. Non per difendere i comunisti ma in Unione Sovietica - così mi dicono i colleghi che se occupano - l'iscrizione al partito non è mai stata un fatto di massa. Il che non significa che kulaki, minoranze etniche e singoli individui non siano stati triturati. La maggior parte delle persone in gulag - in epoca staliniana - mi dicono essere stata composta da iscritti al partito. I nazisti hanno usato un metodo misto e Franco pure. Questo per precisione storica. Tuttavia paragonare quei regimi, tutti quei regimi a quanto sta accadendo ora è fuorviante. Si capisce poco l'oggi e meno ancora il passato. Quel che è chiaro che siamo dentro un nuovo totalitarismo dove il bispensiero regna.

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    1. "Tuttavia paragonare quei regimi, tutti quei regimi a quanto sta accadendo ora è fuorviante. Si capisce poco l'oggi e meno ancora il passato."

      Sottoscrivo e applaudo. Di fascismo, nazismo, comunismo etc. è (sarebbe) giusto e bello discutere sul piano storico, cioè a passioni spente, sine ira ac studio, ma qua purtroppo le passioni non si spengono, anche se sono diventate passioni nevrotiche, che si fissano su oggetti d'amore o d'odio che non solo non ci sono più, ma che NON possono tornare; e che ci sono proposti come tali dai powers that be al fine immediato e chiarissimo di far derapare la nostra attenzione dalla realtà e di giustificare le peggiori porcate odierne.
      Gli enormi problemi e le eccezionali novità proposte dalla società occidentale contemporanea NON sono quelli proposti da fascismo, nazismo e comunismo. L'oppressione, la censura, l'autocensura, etc., che effettivamente ci sono, da un canto sono fenomeni perenni (tutte le società impongono divieti severi in merito agli snodi ideologicamente o politicamente sensibili) dall'altro sono fenomeni straordinariamente nuovi, che andrebbero rilevati e pensati seriamente, perchè sono difficili da capire. Basti nominare l'utero in affitto, una forma di schiavitù che si basa sull'egualitarismo militante e che lascia i pieni diritti politici e giuridici agli schiavi, una cosa mai avvenuta prima nella storia. Basta combattere la IIGM, per favore...

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    2. Monsieur Buffagni, se potessi avere un tallero per ogni volta che ho letto questa frase, sarei pieno di talleri :)

      "Gli enormi problemi e le eccezionali novità proposte dalla società occidentale contemporanea NON sono quelli proposti da fascismo, nazismo e comunismo"

      Chissà perché ogni generazione pensa la stessa cosa. Forse perché si dimentica che è già successo?
      Se apre un qualunque libro sulla Repubblica di Weimar si renderà facilmente conto che non solo i problemi sono gli stessi ma pure le soluzioni.
      L'aspetto che per noi contemporanei è realmente importante da capire è come si arriva al totalitarismo; quando si instaura è tardi.
      Come Lei saprà certamente, il detonatore sia del fascismo italiano che quello tedesco è stata la spaventosa crisi economica e quindi sociale: in Italia tra il 18 ed il 21, in Germania dopo il 1929.
      Ed in entrambi i casi, aspetto a mio avviso fondamentale, abbattono due regimi parlamentari; non passano da un regime autoritario ad un regime totalitario. Anzi, dove ci sono regimi autoritari (Polonia, Ungheria, la stessa Spagna) i movimenti fascisti vengono messi all'angolo.

      Oggi assistiamo ad un attacco al regime democratico e parlamentare che ha le stesse identiche modalità del passato nel tentativo di risolvere gli stessi problemi del passato: disoccupazione, modernizzazione, evoluzione della società, sviluppi tecnologici e via di seguito.
      Le preoccupazioni di un cittadino medio della Repubblica di Weimar sono le stesse di un qualunque cittadino italiano di oggi. C'è qualche new entry ma nulla di strabiliante o rivoluzionario.

      E' la crisi del 1929 che porta il partito di Hitler a 13 milioni di voti e non certo il dibattito sull'arte Bauhaus (una cosa mai avvenuta prima nella storia, scrivevano all'epoca :)
      E' la crisi del 2008 che ci ha regalato Monti e la sua malsana auterità e con gli stessi nefasti risultati che ebbe Bruning.
      Stessi problemi, stessi risultati.
      Come a dire, nulla di nuovo sul fronte occidentale.

      Chinacat

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    3. @ Buffagni

      "L'oppressione, la censura, l'autocensura, etc., che effettivamente ci sono, da un canto sono fenomeni perenni"

      Tutti gli studi più autorevoli in merito sono giunti ad una conclusione: contrariamente a quanto sostenuto dalla Ardendt negli anni '50, l'essenza di un regime totalitario non è l'oppressione ma la "creazione del consenso". E' qui la vera grande novità rispetto al passato, cioé al pre società di massa.
      Un monarca non aveva bisogno della censura, tanto lo stato sono io.
      Ma al fascismo non bastava censurare la tal notizia o il tale avvenimento: il fascismo mirava al consenso e all'approvazione, con ralativo isolamento delle menti contrarie. Per questo sviluppa quello che Gentile chiama "il culto del littorio".
      La cosa migliore, più che leggere me, è leggere questo:

      Philip Cannistraro "Il fascismo e la fabbrica del consenso"

      https://www.asei.eu/it/2006/11/philip-v-cannistraro-1942-2005/

      Chinacat

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    4. Caro Chinacat,

      1) se "tutti gli studi più autorevoli in merito sono giunti ad una conclusione: contrariamente a quanto sostenuto dalla Arendt negli anni '50, l'essenza di un regime totalitario non è l'oppressione ma la 'creazione del consenso' ", tutti gli studi più autorevoli sostengono una cosa dalla quale dissento in toto e che mi pare una solenne sciocchezza, perché TUTTE le società umane devono, per esistere, "creare il consenso" intorno ai simboli culturali e politici che le reggono. Le differenze, enormi, stanno nel "COME" si crea il consenso e soprattutto nel "consenso intorno a CHE COSA". Le società umane non si creano né si reggono in base a contratto tra singoli individui kantianamente autonomi che al compimento della maggiore età esaminano accuratamente i vari simboli culturali e politici e scelgono i più conformi all'imperativo categorico, per poi sottoscrivere l’apposito modulo e dare il consenso informato alla società a cui appartengono.
      2) Il concetto di "totalitarismo" andrebbe discusso e approfondito, perché non è né semplice né pacifico, ma la discussione eccede questo scambio. Lo accetto provvisoriamente, definendolo così: "una religione politica secolarizzata che propone una forma di salvezza intramondana per mezzo della creazione di un 'uomo nuovo', perseguita con il costruttivismo sociale, violento o no che sia ". Il totalitarismo inteso in questo senso può essere criticato su basi metafisiche (es., Eric Voegelin, Leo Strauss) o su basi illuministiche (es., Raymond Aron, Hannah Arendt, in generale la critica liberale ai totalitarismi novecenteschi).
      3) I regimi liberaldemocratici di derivazione illuminista, garantendo il pluralismo politico e i diritti giuridici del cittadino (cose tutte alle quali sono più che favorevole) rappresentano una difesa contro il totalitarismo. E' una difesa fragile in tempi difficili, perché in tempi davvero difficili la rivolta esistenziale di larghe masse può effettivamente condurre, e nel Novecento ha condotto, alla nascita di "religioni politiche secolarizzate" che si propongono di creare "l'uomo nuovo": perché molti "uomini vecchi" non sopportano più di vivere così, cioè molto male.
      [segue]

      Elimina
    5. [segue dal post precedente]

      4) Oggi, però, a mio avviso il “pericolo totalitario” effettivamente esiste, ma NON si presenta più nella forma fascista, nazista o comunista; serba forse qualche somiglianza con il totalitarismo comunista perché con esso condivide l’universalismo politico, l’avversione al teismo, e la radice illuminista. Si presenta nella forma scientista e globalista, nasce dall’interno dei regimi liberali perché lo scientismo è parte integrante del movimento culturale che, lungo i secoli, conduce ai Lumi, ai regimi liberali stessi e al globalismo, non ha bisogno di distruggere la democrazia rappresentativa per affermarsi, né ha bisogno di negare (anzi, tende a estenderli all’intero mondo presente e futuro) i principi illuministici riassunti nelle parole d’ordine della rivoluzione francese, “Liberté, Egalite, Fraternité”. Il pericolo rappresentato dai movimenti cosiddetti “populisti”, che io definirei piuttosto “nazionalismi democratici”, NON è un pericolo totalitario, ma è semmai un pericolo autoritario. Potrebbe diventare un pericolo totalitario solo qualora, all’interno dei nazionalismi democratici, diventasse egemone, per violenta reazione contro il globalismo, l’egualitarismo e l’universalismo politico dell’avversario, qualche forma di razzismo (oggi presente ma marginale); probabilmente, un razzismo biologico scientista che affermasse la superiorità genetica della razza bianca, adducendo come prova il fatto, incontestabile, che la scienza moderna e l’immensa potenza effettuale che rende disponibile è nata all’interno della civiltà europea e non altrove. E’ una deriva che non mi pare costituire un pericolo imminente, ma che per la sua gravità va tenuto presente e combattuto.
      5) Definisco lo scientismo in base a questi tre presupposti:
      a) che la scienza matematica dei fenomeni naturali sia il modello a cui tutte le altre si devono conformare
      b) che tutti i domini dell’essere siano accessibili all’indagine delle scienze dei fenomeni
      c) che ogni realtà che non sia accessibile alle scienze dei fenomeni sia o affatto inaccessibile all’uomo o, nella forma di scientismo più estrema e oggi egemone nel senso comune, illusoria.
      Dallo scientismo prende vita una fortissima tendenza a restringere il campo dell’esperienza umana all’area della ragione strumentale (come la definisce Horkeimer in “L’eclissi della ragione”), della scienza e della prassi; a sopravvalutare quest’area di esperienza rispetto al bios theoretikòs e alla vita spirituale; a farne l’esclusiva preoccupazione dell’uomo; a farla diventare socialmente preponderante (con la violenza nei totalitarismi novecenteschi, con la pressione economica nelle società liberali), e a sfruttare l’enorme potenza effettuale della scienza e della tecnologia al fine di manipolare la natura umana per mezzo dell’ingegneria politica, sociale, psicologica, eventualmente accompagnata dall’uso della violenza bellica, come nel caso dei recenti tentativi di “esportazione della democrazia” ad opera delle potenze occidentali. In breve: lo scientismo è un movimento culturale e politico che, iperbolicamente esaltato dal dispiegarsi della potenza immane inaugurato dalla scienza moderna, immagina di poterla usare MAGICAMENTE per trascendere i limiti ontologici dell’uomo, come illustrato con geniale perspicuità e larghissimo anticipo nella seconda parte del “Faust” di Goethe. Il “Sogno” globalista è questa cosa e non altro, e il “Sogno” europeo ne è un’articolazione e una specificazione.
      [segue]

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    6. [segue dal post precedente]

      6) Per concludere: ecco perché ritengo fuorviante l’analogia tra la situazione odierna e la situazione “weimariana”. L’analogia è certamente fondata per quanto riguarda la crisi economica, la debolezza e i limiti anche personali delle classi dirigenti europee, il senso diffuso di “crisi epocale”, le reazioni squilibrate e pericolose di vari “romanticismi politici”, e in generale l’atmosfera di preoccupante, irrespirabile decadenza degli intelletti, dei costumi, della cultura, della vita associata. La differenza, enorme, è che a mio avviso il pericolo “totalitario”, se vogliamo proprio chiamarlo così (io preferirei di no, perché il termine si presta a troppi equivoci), viene DA DENTRO i regimi liberali e democratici, e non ha bisogno di distruggere la democrazia rappresentativa per manifestarsi, ma anzi SE NE SERVE per giungere a maturazione e compimento. Perché il “pericolo totalitario” di oggi è al 100% figlio legittimo dell’illuminismo, della democrazia, dell’egualitarismo, dell’universalismo politico; e i suoi agenti politici e culturali sono al 100% figli legittimi delle classi dirigenti “democratiche e antifasciste” che hanno vinto, sul campo di battaglia o nelle urne, la IIGM.

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    7. Carissimo Roberto,
      è sempre un grande piacere leggerti, anche nella forma. Un ringraziamento va pure fatto, ovviamente, a Madama Lameduck che offre spazio e soprattutto il clima adeguato, il che sembra cosa banale, ma non lo è per nulla. In particolare, il punto 5) del tuo commento mi colpisce poiché si lega idealmente con quanto ho sostenuto di recente su Goofynomics. Lo scientismo di cui parli è un concetto che condivido e che trovo centrale per capire la modernità (perlomeno, per quello che ritengo di aver capito io :D). Su un altro punto centralissimo sono totalmente d'accordo: se non si smette di combattere la IIGM non se ne esce. Dunque, grazie ancora.

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    8. Mr. Buffagni, leggerla mi costa un sacco di neuroni ma sono ben spesi.

      Non la seguo sempre però mi rendo conto di non essere stato chiaro.

      "perché TUTTE le società umane devono, per esistere, "creare il consenso" intorno ai simboli culturali e politici che le reggono."

      In linea generale è corretto quel che scrive ma Lei amplia troppo lo spettro dell'analisi; gli studi a cui faccio riferimento io (Cannistraro, Frei, Gentile) si basano sulla "creazione del consenso" all'interno della società di massa ed all'interno di un totalitarismo sviluppato.
      E' un concettto un bel pò diverso.
      Manipolare il consenso nella società Azteca non è la stessa cosa di quel che avviene a Weimar.

      "Il concetto di "totalitarismo" andrebbe discusso e approfondito"

      Come funzionassero il totalitarismo italiano e quello tedesco lo sappiamo molto bene. Quindi è una discussione che la si può lasciare agli "esperti".
      Ma quello che non si è ben capito è come ci si arrivi e soprattutto come ci possa eventualmente arrivare una seconda ma con una forma diversa.

      " I regimi liberaldemocratici di derivazione illuminista, garantendo il pluralismo politico e i diritti giuridici del cittadino (cose tutte alle quali sono più che favorevole) rappresentano una difesa contro il totalitarismo. E' una difesa fragile"

      Eppure, sia Fascismo che Nazionalsocialismo nascono, crescono e distruggono i rispettivi regimi liberaldemocratici!!! Questo, a mio avviso, è l'aspetto più interessante e inquietante.
      Quando Goebbels scrive nel suo diario "useremo il metodo democratico per abbattere la democrazia" in pratica Le da ragione :)

      Anche qui non la seguo:

      "e i suoi agenti politici e culturali sono al 100% figli legittimi delle classi dirigenti “democratiche e antifasciste” che hanno vinto, sul campo di battaglia o nelle urne, la IIGM."

      Semmai ILLEGITTIMI. Non ho una gran stima sulla classe dirigente del dopoguerra ma il cambiamento spettacolare fatto dall'Italia nel dopoguerra è anche merito loro, con i tutti i limiti possibili. Forse ci siamo dimenticati di cosa fosse l'Italia del 1930 ma quella del 1980 è un animale ben diverso. In 50 anni abbiamo recuperato e superato Francia e Germania o quantomeno ce la giochiamo alla pari.
      Qualcuno avrà pur gestito questa strampalata nazione (che personalmente adoro) e non l'ha gestita affatto male.
      Ecco perché sono figli illegittimi: questi la stanno sfasciando, quelli l'hanno costruita dal nulla.

      Chinacat

      PS

      Nonostante Le piaccia la democrazia quanto al mio cane andare dal veterinario, scrive e pensa proprio bene.

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    9. @ Nicola Baroni

      "se non si smette di combattere la IIGM non se ne esce"

      Tranquillo, tra un pò arriva la IIIGM così smettiamo di parlare della sconda :)))

      In pratica siamo allo spareggio.

      Chinacat

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    10. @ Nicola Baroni
      Grazie, Nicola, un caro saluto.

      @ Chinacat
      Grazie mille per le parole gentili. Dica però al suo cane, quando lo porta dal veterinario, che io sono favorevole alla democrazia, intesa come principio legittimante un regime politico parlamentare. Non la ritengo la suprema ed unica forma di governo possibile e auspicabile in assoluto (condivido le osservazioni in merito alle sua possibili degenerazioni che dà Aristotele).

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    11. Signor Buffagni, non ho mai letto una simile accozzaglia di concetti validi, baggianate e falsità mischiati in un calderone come quello preparato da lei.

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    12. @Buffagni

      L'antesignano dell'utero in affitto è il progetto Lebensborn. Ahimè ancora una volta nazista. Ragazze nordiche usate come fattrici da accoppiare a baldi ufficiali SS al fine di procreare la razza eletta. I bambini finivano in orfanotrofi e la loro è una storia tristissima. Poi ci sarebbe anche il dramma dei bambini strappati alle madri torturate dai regimi sudamericani, dati in adozione a coppie "perbene" appartenenti alla junta affinchè crescessero lontani dalla sovversione.
      L'unica novità oggi è il rivestimento in "diritti civili" antiaderente di questi obbrobri.

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    13. @ Ricky

      Be', se fa lo sforzo di distinguere i concetti validi dalle falsità etc. ne possiamo parlare, altrimenti la finiamo qui.

      @ Barbara

      La differenza qualitativa tra gli esempi che tu porti (e anche con la schiavitù moderna e antica) è la compresenza di compiuta libertà giuridica e titolarità piena dei diritti politici della donna che si noleggia come fattrice e del bambino che è oggetto di compravendita sin da momento in cui viene pensato dai suoi acquirenti.
      Questa è una differenza radicale, che apre un'epoca nuova.

      Il diritto di vendere e comprare un essere umano può fondarsi solo su due principi:

      I) gli esseri umani sono essenzialmente diseguali tra loro. Diseguali per appartenenza a una casta che rispecchia una gerarchia metafisica, per capacità/incapacità di difendere la propria libertà, per qualità native, etc. A questi criteri si richiamano le giustificazioni della schiavitù antica, esemplare l’aristotelica: “è schiavo per natura chi può appartenere a un altro (per cui è di un altro) e chi in tanto partecipa di ragione in quanto può apprenderla, ma non averla” (Politica, I, 4-5).

      II) gli esseri umani sono essenzialmente uguali tra loro, e possono essere venduti e comprati. Pare logico trarne la conclusione che a) se gli esseri umani sono essenzialmente eguali tra loro e possono essere venduti e comprati, TUTTI gli esseri umani potranno essere venduti e comprati b) a differenziare esseri umani essenzialmente eguali che possono essere venduti e comprati restano, appunto, soltanto gli atti della vendita e dell’acquisto: chi non è solvibile potrà soltanto vendere, chi è solvibile potrà anche comprare. Non mi pare una novità trascurabile.



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  13. Anonimo20:06

    Mi piacerebbe che questo paese trovasse, o ritrovasse, la necessità di aiutarsi, così come sente il bisogno di respirare e di bere.Si capisce che la vera emergenza è la guerra, non chi arriva o quanti ne arrivano o da dove arrivano. Questo Paese, che è meraviglioso per altre cose, è malato di solitudine e di indifferenza. L’unica cura è l’amicizia.Noi abbiamo esportato malavita organizzata in tutto il mondo. Adesso arrivamno delle mamme con i bambini in braccio e noi diciamo: no, rimandiamoli via.Se voi dividete il mondo in italiani e stranieri, io lo divido in oppressi e oppressori. Io starò con gli oppressi tutta la vita. E un siriano ti dirà ‘io voglio tornare a casa mia’, ma non ci può tornare.A me non spaventa l’Europa a due velocità, mi spaventa l’Italia, perché sono italiano con grandissimo senso di appartenenza, a me spaventa la doppia velocità della nostra morale. Se è per noi, vogliamo tutto subito. Se la colpa è nostra: mah… forse non c’ero… adesso guardo… Quando è l’altro, l’altra velocità è quella del chissenefrega. Quando è per noi, vogliamo tutto. Per gli altri no. Io non voglio vivere in questo Paese, voglio vivere in un Paese gentile che aspetta chi arriva tardi.Guardi (rivolto alla conduttrice Bianca Berlinguer, ndA), io lo so che lei si imbarazza quando cito suo padre, ma suo padre diceva che ci si salva e si va avanti solo tutti insieme. Da soli sarà una disgrazia.

    Flavio Insinna

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    1. Cioè tu credi ancora alla favoletta del "poverini sono tutti profughi che abbisognano di accolgienza"? Ma dove cazzo campi...

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    2. Disse una volta Ennio Flaiano che la peggiore colpa del fascismo era l'antifascismo. Come la peggiore colpa della UE è aver sporcato il nome di Europa, temo che la peggiore colpa del globalismo sarà l'antiglobalismo, perchè la campagna di menzogne "umanitarie" con la quale il globalismo si sostiene porterà tanti, troppi, a rigettare in toto l'umanismo e anche la semplice solidarietà umana.

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  14. Anonimo09:13

    Caro Buffagni, lasci perdere Flaiano!
    La spiegazione è molto più semplice.
    La Lega (o pseudo), che lei degnamente rappresenta, l'umanesimo e la solidarietà non ce li hanno mai avuti per Statuto.
    Si convinca.
    Le sue posizioni sono torri fatte di fumo e di sabbia.
    Basterà sempre anche un solo alito di vento a spazzarle via.

    (dubitans)

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  15. Caro dubitans,
    non saprei da che deriva la persuasione che io rappresenti degnamente la Lega. Se poi avrà la cortesia di soffiare un alito di vento sulle mie posizioni, risponderò volentieri alle sue critiche. Altrimenti la finiamo qui.

    RispondiElimina
  16. Il Regime Fascista è stato il primo totalitarismo applicato ad una nazione. Sia l'idea che la stessa parola sono le abbiamo inventate noi italiani.

    In URSS il totalitarismo arrivò nel 1917. In Italia nel 1922.
    Non sapevo che il 1922 venga prima del 1917.

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    1. @ Mauro

      Ci sarebbe quel "dettaglio" della Guerra Civile russa che inizia nel 1917 e va avanti (SORPRESA!) fino al 1923. Dopo si parla di totalitarismo.

      Keep calm AND READ BOOOKS.

      Chinacat

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    2. Ci sarebbe anche il fatto che in realtà il fascismo diventa totalitario nel 1926 quando sopprime gli altri partiti.
      oikos

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    3. Falso, il totalitarismo inizia con Stalin già saldamente al potere, cioè almeno nel 1925.

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    4. Guardate ragazzi che se la parola "totalitarismo" deve significare qualcosa non la potete rendere un sinonimo di "dittatura" o di "regime autoritario" o di "regime politico cattivo che non mi piace".
      Più sopra io ho dato una delle definizioni possibili di "totalitarismo". Se ne può dissentire, se ne possono aggiungere altre. Prima datele, e poi dite "questo è totalitarismo e questo no". Se è "totalitarismo" condannare il blogger spagnolo per aver inneggiato a Carrero Blanco, sono totalitari tutti gli Stati europei dove vigono le leggi che puniscono, ad esempio, il negazionismo o il revisionismo olocaustico, le affermazioni "omofobe", etc. Queste però sono misure autoritarie, se volete antiliberali e dispotiche, ma non sono "totalitarismo".

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  17. Mentre alcuni continuano a fare sfoggio della propria erudizione, io mi limito a commentare che si tratta di un fatto molto triste. Una coppia di modesti cittadini, per di più con una lieve invalidità psichiatrica (ratificata, si presume, dalle istituzioni sanitarie svedesi) è stata privata del proprio lavoro, e messa a rischio di un futuro di fame e di marginalità.
    Il tutto, per aver osato filmare degli immigrati che tiravano i sassi alla polizia.
    Sarei curioso di sapere cosa pensa di questo la Chiesa evangelica luterana svedese...

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  18. Iure17:46

    Volevo solo commentare questo pezzo dell'articolo: "La cosa ancora più scioccante è stata la richiesta delle autorità di attribuire il loro gesto ad una loro presunta "infermità mentale", per il fatto che uno di loro, Mård, ha l'ADHD e una lieve forma di autismo e l'altra, Gulstad, soffre di Sindrome di Asperger. [Nota della psicologa tradizionalista. Si tratta di malattie postmoderne inventate dai cuochi dell'infame DSM-V, molto spesso utilizzate come etichette per persone scomode]." Cara "Psicologa Tradizionalista", lei "letteralmente" NON SA DI COSA PARLA !! Non le auguro di avere un figlio con la Sindrome di Asperger, perchè non auguro mai il male a nessuno, tuttavia io un figlio Asperger ce l'ho e so di cosa parlo, conosco i mille problemi che ha avuto nel relazionarsi con il mondo "normale" sopratutto a scuola; conosco le sue difficoltà, le sue peculiarità, le sue capacità a volte straordinarie ed anche i suoi handicap; ho ben presenti le sue stereotipie, le sue fissazioni. Ha 23 anni, frequenta l'Università con buon profitto, ma a volte ancora mi tocca ricordargli di lavarsi le mani, di allacciarsi le scarpe o di non uscire di casa senza un giaccone quando è inverno: come si fa con i bambini di 3 anni. Ribadisco: dovrebbe provare a conviverci 24 ore al giorno per tutta la vita, poi cambierebbe idea ed eviterebbe di scrivere certe sciocchezze.

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    1. Ah, lei ha un figlio con Asperger (la qual cosa mi dispiace molto per suo figlio) ma io che ho studiato psicologia non so di cosa parlo perché non ho un figlio con Asperger?

      P.S. Lei non augura il male a nessuno però lo augura.

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  19. Per prima cosa, definire la Svezia "laboratorio a cielo aperto di ingegneria sociale sempre più strisciante verso il totalitarismo" mi sembra un tantinello esagerato, da parte di una che il vero totalitarismo non l'ha mai vissuto direttamente (e meno male, ma forse, cara Lameduck, ti manca qualche elemento per poter sparare certe sentenze). Al di là di quello, comunque, ti dimentichi che ogni Stato è repressivo verso chi mette in discussione il suo pensiero unico, che è diverso per ognuno.
    In Spagna hanno proprio oggi condannato ad *un anno* una blogger per aver scritto 12 tweet ironici sulla morte di Carrero Blanco (il braccio destro del dittatore Franco, morto per mano di ETA nel 1973 che fece volare la sua auto oltre il terzo piano di un edificio, c'è un bellissimo film con Gianmaria Volonté che racconta la storia). Un anno e la vita rovinata (non vai in carcere, ma perdi il diritto a fare concorsi pubblici per 7 anni) *per dei tweet su un dittatore fascista*
    Ma di questa storia non ne parli eh Lameduck.

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